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L’unico strumento che ti permette di risparmiare durante il Coronavirus, anche se hai somme piccole e non vuoi perdere soldi.

Caveau

Se stai tenendo d’occhio le notizie, te ne sarai sicuramente accorto.

Abbiamo di fronte uno scenario in cui i mercati finanziari hanno perso mediamente il 33% da inizio anno e in cui i titoli di stato – i nostri vecchi e cari BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) – rendono il 0,072% lordo.

Di fatto, siamo in una situazione in cui nessun risparmiatore vorrebbe mai trovarsi.

E a questo punto, la domanda sorge spontanea: 

Che cosa possiamo fare per risparmiare in questo periodo?

Se investiamo in titoli di stato come i BOT, non guadagniamo nulla, o quasi. E non siamo neanche certi della garanzia del capitale.

Nel giorno in cui scrivo, il responsabile dei tassi della quarta banca Tedesca (Commerzbank, che ha 150 anni di storia) ha attaccato i nostri BTP, ovvero i Buoni del Tesoro Poliennali, dichiarando che a brevissimo diventeranno “spazzatura”.

Ma facciamo un passo indietro e permettimi di snocciolare il concetto in parole semplici e facilmente comprensibili: i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) sono un “prestito” che noi facciamo allo Stato italiano, il quale ci promette un guadagno.

Come viene erogato l’interesse?

In questo caso, tramite cedola. 

Cos’è una cedola? 

Non è altro che il pagamento di un interesse, ovvero il nostro guadagno sull’investimento.

Esempio: se investi 10.000€ e il rendimento promesso è del 5%, la tua cedola sarà di 500€.

Ho super semplificato il concetto per chi – come me fino a 10 anni fa – non è avvezzo a questi concetti, ma vuole capirne di più.

A dirtela tutta, non è sempre esattamente così, perché la cedola nel caso dei BTP normalmente è semestrale. Quindi, nel nostro esempio di prima, avresti ricevuto 250€ ogni 6 mesi.

E per essere ancora più precisi, dobbiamo restituire anche il 12,5% di tassazione allo stato.

Quando riavrò i “miei soldi”?

Il capitale investito verrà riconosciuto a scadenza, in base alla durata ovviamente.

La durata può essere di 3, 5, 10, 15, 20, 25, 30 anni. Anche se nel 2012 sono stati emessi dei BTP a quattro anni.

Se ci spostiamo sul mercato azionario, invece, negli ultimi anni sicuramente abbiamo vissuto un periodo florido con titoli ai massimi storici. 

Da Gennaio ad oggi, però, la situazione è un pò cambiata. 

Al 31.03.2020 ci sono Banche come Unicredit che hanno perso il 48% da inizio anno.

Unicredit è solo un esempio. In realtà la caduta a cui abbiamo assistito non è avvenuta neanche l’11 Settembre 2001 con il crollo delle Torri Gemelle.

Il mercato azionario è certamente molto remunerativo in alcuni casi, ma in maniera direttamente proporzionale al rischio.

Ecco perché, nonostante la situazione attuale di difficoltà, tendiamo a tenere i soldi sul conto corrente.

D’altra parte, siamo un popolo di grandi risparmiatori e in Europa siamo al secondo posto, dopo il Belgio.

Quindi, paesi come la Germania, la Francia e l’Inghilterra (anche se non è più in Europa) sono dietro di noi dal punto di vista del risparmio.

L’unico problema è che, accanto alla reputazione di “grandi risparmiatori”, abbiamo quella di pessimi investitori. 

Perché?

Perché il 75% degli italiani blocca i suoi risparmi sui conti correnti.

Il conto corrente non è uno strumento di investimento, ma di gestione della liquidità a brevissimo termine.

In una situazione come quella attuale, con tassi di interesse delle obbligazioni inesistenti, con la paura del mercato azionario e la paura di affidare il proprio risparmio a un assicuratore o promotore finanziario che fa i suoi interessi, ritengo che non sia colpa del risparmiatore tenere i soldi fermi sul conto.

Anche e soprattutto se parliamo di poche migliaia di euro. Al primo posto devi avere la sicurezza.

Perché chi ha tanti soldi può permettersi di “sbagliare strumento” e perdere qualche centinaio di migliaia di euro. 

Il piccolo-medio risparmiatore non può farlo e non ha qualcuno che, nel suo interesse, lo educhi a risparmiare utilizzando lo strumento giusto.

Lui, se perde 20.000€, ha perso tutto ciò che aveva. I risparmi di una vita.

È un po’ come in una gara di Formula 1. Il pilota è il risparmiatore e il suo ruolo è mettere da parte soldi, accantonandoli dal proprio reddito.

E come abbiamo detto prima, siamo bravissimi in questo. 

Ma qual è il pezzo fondamentale che manca? 

Un Team di meccanici e la macchina. 

Ad oggi, l’unica “macchina”, l’unico strumento che utilizziamo è il conto corrente.

Tenere i soldi sul conto pensando di guadagnare è come correre una gara di Formula 1 con una macchinina a pedali.

Il problema?

È che il team di meccanici che spesso troviamo in giro è lo stesso team dei piloti concorrenti. 

Mette a punto la mia macchina – o perlomeno, così promette – lavorando per una compagnia o una banca. Quindi l’interesse è esclusivamente loro e di profitto. 

 

Cosa dovresti fare per risparmiare per il futuro senza correre troppi rischi?

 

La domanda sorge spontanea. E la premessa doverosa che devo farti è che non esiste uno strumento che vada bene per tutti in maniera standard e indifferenziata. 

Tuttavia, oggi voglio concentrarmi su uno strumento in particolare che in tempi come questi fa “miracoli”, economicamente parlando.

Non è uno strumento, ma molto di più. È un metodo.

Un metodo matematico che ti permette di stare tranquillo anche nel momento in cui i mercati perdono soldi. 

Oserei dire soprattutto nei momenti in cui i mercati perdono soldi.

Perché si perdono soldi? 

E com’è possibile guadagnare se il mercato sta perdendo soldi?

Vediamolo insieme con i numeri alla mano.

Ipotizziamo di aver investito in borsa 100.000€ nell’indice delle borse mondiali (MSCI World, per i più esperti) e siamo a Febbraio 2006.

A fine 2007 possiamo festeggiare il capodanno con 105.170€.

Il 2008 non è un anno fantastico, ma a Maggio stiamo ancora guadagnando. A Settembre, però, una delle banche più grandi degli Stati Uniti (Lehman Brothers) FALLISCE. 

PANICO. A Dicembre 2008 abbiamo solo 58.770€ e i mercati continuano a scendere.

A Gennaio 2009, allora, decidiamo di ritirare tutto, incassiamo un boccone davvero amaro. Abbiamo perso il 41,2%.

Cosa avremmo potuto fare per non perdere soldi? 

Anche se avesse investito “solo” 10.000€?

Se avesse ricevuto le informazioni corrette e i consigli giusti, saprebbe che non esiste la palla di cristallo, ma ci sono delle regole. 

Alcune di queste ti aiutano a ridurre il rischio; altre possono quasi matematicamente azzerarlo. A condizione, però, che vengano rispettate alla lettera.

Prima di tutto devi fare pace col fatto che le crisi ci sono e ci saranno sempre! 

Una volta chiarito questo, la domanda che dobbiamo farci è la seguente: 

Cosa possiamo imparare dalle crisi che hanno costellato la storia?

Che ad ogni crisi, corrisponde subito dopo una grande risalita.

Non è un qualcosa di “motivazionale”, ma un dato di fatto dimostrato dai numeri.

Nel 2000, da Marzo a Dicembre i mercati hanno perso il 51%.

Ma subito dopo, hanno recuperato il 139%.

Poi ancora da Ottobre 2007 a Marzo 2009 i mercati hanno perso il 59%.

A Ottobre 2019 hanno ripreso il 221%.

Come fare ad “azzeccare” il momento giusto?

La risposta è talmente semplice, tanto quanto non rispettata e non conosciuta dai piccoli investitori: non dobbiamo azzeccare nulla!

Dicevamo che ci sono delle regole che matematicamente portano il rischio vicino allo 0.

Queste regole sono 3. E se rispettate, ti portano a un livello di cultura finanziaria dell’80% superiore all’investitore medio.

Soprattutto, ti permettono di dormire sonni tranquilli. Vediamole:

  1. DISPONIBILITÀ

Quanti soldi ho? Quanti di questi soldi mi servono per “fare la spesa”?

Ovvero quali di questi soldi mi possono servire per la quotidianità: fare la spesa, pagare le bollette, cambiare la lavatrice, pagare la scuola dei figli?

Tolti questi, da quanto è composto il mio “patrimonio”?

Più è piccolo, più è importante la risposta a questa domanda. Se parto con 20.000€, ho molte meno possibilità di errore di chi ha milioni di euro.

Meno soldi ho, tanto più è importante che io li investa nel modo corretto.

2. TEMPO

Nel momento in cui ho una cifra, qualsiasi essa sia, la prima cosa da decidere è: tra quanto tempo potrebbero servirmi questi soldi?

Con un’attenta analisi fatta da un professionista, si può suddividere la cifra per diversi orizzonti temporali. Ovvero con diverse scadenze.

Breve (12 mesi), medio (3/5 anni), lungo (7 anni in su).

3. RISCHIO

Tolti i soldi “per fare la spesa”, che non posso assolutamente rischiare, quanto mi fa star male vedere il mio investimento oscillare?

Se la risposta è “tanto”, stai tranquillo. C’è comunque una soluzione. 

Anzi, per essere precisi ce ne sono due.

Proviamo a vederlo con i numeri.

Riprendiamo i 100.000 di prima a Febbraio 2007 e investiamo sempre  nell’indice delle borse mondiali (MSCI World), esattamente come avevamo fatto nell’esempio.

Dopo 10 anni, sarebbero diventati 174.000€.

Qual è il “segreto”? Quale delle 3 regole ho rispettato? La n.2: TEMPO.

Se non avessi avuto 10 anni per attendere prima di richiedere indietro i miei 100.000€, non avrei dovuto investire nel mercato azionario, ma in altri strumenti.

Semplice parlare dopo? No. È la storia che ci insegna.

Se dal 1900 ad oggi prendiamo in considerazione un qualsiasi decennio, ovvero un periodo superiore a 15 anni, non esiste un neanche un arco temporale (superiore a 15 anni) in cui avremmo “perso” dei soldi.

Anche se so di dover aspettare, esiste un modo per evitare di soffrire di cuore in questi 10 / 15 anni?

Sì. Esiste un altro modo per polverizzare il rischio.

Riprendiamo sempre i nostri 100.000€, sempre nel Febbraio 2007 e questa volta dividiamoli in 48 rate nei 10 anni. 

Per semplicità, è come se investissimo circa 2.500€ ogni 3 mesi.

Il risultato?

Sorprendente. Dopo 10 anni avremmo 203.000€, ovvero il 10,3% all’anno!

Il 16,7% in più rispetto a investire in una volta sola 100.000€.

Ma soprattutto, il rischio che abbiamo corso è nettamente inferiore, quasi vicino allo zero.

Poi ci sono soluzioni di accantonamento anche per chi è estremamente conservativo e vuole un capitale garantito, ma ne parleremo in un altro articolo.

Quindi, ricapitolando: servono 3 semplici regole e una persona che mi aiuti a rispettarle che lavori per te e non per banche e compagnie assicurative.

Se non rientri nella nicchia super ristretta di chi ha milioni da investire, ma vuoi comunque fare una corretta pianificazione per risparmiare al meglio senza perdere soldi come un sacco di farina bucato, allora non perdere altro tempo e contattaci qui:

A presto.

Lady Jessica

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