Nessun commento

Sapevi che non sarà sufficiente lavorare per garantirti una vecchiaia serena?

La pensione delle nuove generazioni di lavoratori

Rieccoci e ben ritrovato sul blog di Parsifal, il Graal degli Investimenti. In questo blog troverai tutte le informazioni utili per tutelare al meglio il tuo futuro e quello della tua famiglia, grazie a soluzioni su misura per te!

In Parsifal hai un esercito di cavalieri pronti a difendere il tuo onore e a proteggerti dai rischi che possono intralciare il tuo percorso e minare la tua tranquillità per il futuro.

Seguendo tutte le novità che troverai all’interno del blog di Parsifal rimarrai sempre aggiornato sul le migliori soluzioni di tutela, in modo da non farti trovare impreparato di fronte all’imprevisto.

È proprio per proteggerti al meglio da ogni imprevisto che ho creato questo blog: ritengo fondamentale che ogni cittadino sia informato sui rischi e sulle soluzioni esistenti, solo così so di aver fatto bene il mio lavoro!


L’argomento di oggi lo voglio dedicare a un rischio che in realtà è sbagliato chiamare imprevisto: mi riferisco alla tua PENSIONE.

Definiamo imprevisto infatti un evento fortuito, che ci ha colto di sorpresa e che non ci aspettavamo. Per quanto riguarda il tuo futuro pensionistico, purtroppo (o per fortuna) non ci sono poi tutte queste incertezze: sappiamo bene che lo Stato non riuscirà a garantirti una pensione sufficiente per darti un tenore di vita accettabile.

Più andiamo avanti e consideriamo le nuove generazioni di lavoratori, e più la situazione previdenziale peggiora, con la pensione che diventa ormai un miraggio.

Un rapporto pubblicato dal CENSIS che si intitola “Millenials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?” ha mostrato dei dati chiari e anche drammatici: entro il 2050 dobbiamo aspettarci 5,7 milioni di lavoratori a rischio povertà.

Il contesto demografico italiano e la situazione del mondo del lavoro attuale includono un mix di fattori che determinano un futuro pensionistico preoccupante per i più giovani.

Oggi infatti i giovani iniziano a lavorare sempre più tardi, con contratti di lavoro precari che non permettono un versamento di contributi in maniera continuativa.

Inoltre, sono molti i cosiddetti “working poor”, ovvero i lavoratori con retribuzioni inferiori alla soglia di povertà, oltre che gli occupati in attività non qualificate.  

Il lavoro delle nuove generazioni è di “bassa qualità” e di “bassa intensità”: non si parla solo lavoro non qualificato, in assenza di prospettive di crescita, ma anche di lavoro part-time involontario.

Dal rapporto CENSIS si legge che sono ben 415.000 i giovani impegnati in attività non qualificate e 656.000 quelli con contratto part-time involontario.

Per non parlare, poi, di quella fetta di giovani che hanno rinunciato a qualunque prospettiva per il futuro a causa della mancanza di lavoro (sono oltre 3 milioni con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni).

Dunque, le condizioni lavorative dei giovani, ma non solo, anche di chi è già nel mondo del lavoro da un po’ di anni, tra precariato e retribuzioni insufficienti, hanno un’unica conseguenza: quella di portare a un futuro pensionistico disastroso. 

Consideriamo infatti che tutti quelli che hanno fatto l’ingresso nel mondo del lavoro dal 1° gennaio 1996 si vedranno calcolare la pensione sulla quantità di contributi effettivamente versati, vedendosi così ulteriormente svantaggiati rispetto alle generazioni precedenti.

Se mettiamo infatti a confronto la pensione di un padre e quella del figlio, i dati indicano che al giovane spetta un rapporto tra ultima retribuzione e pensione inferiore del 14,6% rispetto al genitore.

Metti insieme tutti questi fattori e hai ben chiara la spiegazione del titolo di questo articolo: oggi LAVORARE NON BASTA PIÙ! 

Se le generazioni precedenti avevano la pensione come diritto acquisito dal momento che iniziavano a lavorare e a versare i contributi, chi è nel mondo del lavoro oggi – e quindi molto probabilmente anche tu – è costretto a prendere in mano il proprio futuro, assumendosi la responsabilità per la propria pensione.

Può far arrabbiare sapere con una certa sicurezza che lo Stato non ci sarà a tutelarti quando non sarai più in grado di lavorare, anche se hai versato e continui a versare i contributi.

Quello che puoi fare, però, è scegliere per il tuo futuro una tra queste due strade:

  • arrabbiarti con lo Stato, con l’intero sistema e continuare a lamentarti senza fare nulla: le tue proteste, purtroppo, serviranno a ben poco. 

L’INPS sta finendo le sue risorse e il sistema pensionistico italiano dimostra di essere insostenibile, ciò significa che se non fai qualcosa adesso, quando non potrai più lavorare ti accorgerai di essere povero e di non poterti mantenere (e sarà troppo tardi!). 

Ti accollerai ai tuoi figli (se ti va bene) e sarai costretto a dipendere da altri per tutto il resto della tua vita;

  • prendere in mano la tua situazione e decidere di agire ora e mettere in atto tutte le misure  per garantirti una vecchiaia in serenità, mantenendo il tenore di vita che meriti una volta che ti ritirerai dal mondo lavorativo.

Quando arriverà il momento della pensione e lo Stato ti riconoscerà un assegno misero, sarai felice di aver agito anni prima con una soluzione privata. 

Potrai così permetterti di vivere la tua vecchiaia in tranquillità, con un buon tenore di vita e magari realizzando anche quei progetti che non hai mai avuto tempo di iniziare!

Se vuoi percorrere questa seconda strada, quello che devi fare è molto semplice: compila il modulo qui sotto e richiedi subito una CONSULENZA GRATUITA. 

Entro 24 ore ti ricontatterà un consulente di Parsifal, uno dei nostri “cavalieri” che lavorerà per te per trovare la migliore soluzione di tutela.

Compila il modulo qui sotto e richiedi ora la tua CONSULENZA GRATUITA.

 

Articoli simili a questo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Menu