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CoronaVirus: Problema o Opportunità?

Bivio

Non ci sono opportunità dietro decine di migliaia di morti, dietro figli che non hanno potuto assistere e neanche vedere i loro cari in fin di vita colpiti dal virus.

Non ci sono neanche altre parole per descrivere quanto è accaduto in tutta Italia, ed in particolare in Lombardia, a Bergamo in cui non c’era neanche più posto per cremare i deceduti.

Inutile negarlo: il CoronaVirus ci ha stravolto la vita, ha stravolto tutte le nostre abitudini. Nuove modalità di lavoro, istruzione dei nostri figli, niente vacanze, niente più cose superflue.

Sono venute meno anche delle cose essenziali come ad esempio il bisogno di socializzare, di abbracciarsi e di vedersi anche solo per un buon caffè. Tutto questo non si può fare per sempre con una webcam.

Quindi non possiamo parlare di “opportunità” che ci ha portato il virus.

Possiamo però parlare di “lezione”. Perché tutto questo periodo ci ha dato una grande lezione positiva.

Che insegnamenti possiamo trarre da questo periodo?

I medici, gli infermieri e tutti gli operatori sanitari hanno davvero fatto miracoli, si sono dimostrati degli eroi, hanno messo a rischio la propria vita ancor di più di come già fanno tutti i giorni.

Hanno dovuto fare tutto questo con un nemico: il sistema sanitario.

Il sistema sanitario ha dimostrato di non essere all’altezza della crisi. Mettendo da parte la politica e le decisioni prese in questo periodo dal governo, dovremmo ricercare la causa del problema e non giudicare e cercare di “curare i sintomi”.

In altre parole, le decisioni prese dal governo (giuste o sbagliate che siano), gli ospedali pieni, le morti, i forni crematori senza più spazio sono “solo” degli eventi, conseguenze di un problema che il virus ha “solo” evidenziato.

Il problema del servizio sanitario nazionale esiste da decenni, e continua a peggiorare. Uno dei punti principali è l’invecchiamento della popolazione.

Basti pensare che dal 2002 al 2019 gli anziani (gli ultra 65enni, così definiti da un recente studio) sono passati da 10,6 Mln su circa 56 milioni di abitanti a 13,7 Mln nel 2019 su 60,35 milioni di abitanti.

In termini molto più pratici e semplici sono aumentati del 29,4%, ovvero sono aumentati di oltre 3 milioni!

Cosa significa tutto ciò?

Significa che quando invecchieremo, ci saranno più “anziani” di quanti ce ne sono oggi, ma con meno posti nella sanità pubblica.

I posti nella sanità pubblica sono passati da 311 mila nel 2007 a 191 mila del 2019, quindi sono diminuiti del 39%.

In 10 anni sono stati tagliati 37 miliardi, ovvero 3,7 miliardi all’anno.

Perché a Bergamo il virus ha fatto una strage? Non di certo perché era diverso da quello di Verona, di Milano o di Bari.

Ha fatto una strage perché a Bergamo ci sono solo 48 posti letto in terapia intensiva.

Quarantotto posti su 120.000 abitanti.

In Italia in media abbiamo 3,1 posti letto ogni 1.000 abitanti.

In Francia sono 6 ed in Germania 8.

Ma finche la popolazione è “giovane”, tutto va bene, periodo di virus a parte.

Il problema è che tra qualche anno ci sarà un periodo peggiore di questo che abbiamo appena vissuto.

Perché siamo vicinissimi ad un momento in cui, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di individui di età uguale o superiore a 65 anni supererà quello dei bambini al di sotto dei 5 anni.

Ci saranno più “anziani” (ultra 65enni) che bambini.

Sarà davvero dura sopravvivere in futuro perché più anziani vuol dire statisticamente più malati.

Se ogni anno continuano a tagliare i fondi ed i posti letto, sopravvivere diventa impossibile a meno che non seguiamo delle semplici regole.

Come regola n.1 dobbiamo toglierci dalla testa che pagando le tasse, siamo coperti dal servizio sanitario nazionale.

Vecchio con volto nascosto

Era verissimo in passato per i nostri genitori ed i nostri nonni che hanno vissuto anni splendidi del servizio sanitario nazionale.

Quindi non è colpa tua se ancora non hai pensato a proteggerti privatamente, perché fino a qualche anno fa non c’era bisogno.

Oggi è vero solo in alcuni casi e per determinati problemi, perché ogni anno ci sono sempre più tagli e sempre meno posti letto, come vedremo tra un attimo.

Chi non avrà problemi in futuro?

Non possiamo ovviamente sapere chi non avrà problemi di salute in futuro, ma se pensiamo a chi non avrà problemi a trovare una struttura ed il denaro per curarsi, sono sicuramente coloro che ci pensano ed agiscono oggi.

Pensarci oggi non vuol dire solo aver capito l’importanza di una tutela sanitaria privata, ma vuol dire agire.

Che sia con un assicurazione o con una qualsiasi forma che possa garantire del denaro e soprattutto delle cure in caso di gravi problemi, l’importante è agire.

Il rischio per una famiglia che non ci pensa oggi è quello di “fallire” in futuro economicamente parlando.

Non voglio sembrare cinica, spietata o crudele. So che è brutto pensare oggi una situazione futura drastica ed è proprio per questo che la mia missione è quella di eliminare il prima possibile questo pensiero dalla testa.

Per far questo però dobbiamo passare dalla teoria alla pratica.

Perché per eliminare questo problema non è sufficiente “non pensarci più e basta”, ma vuol dire trovare un prodotto, una soluzione grazie alla quale non ci penso più.

Quindi prima di tutto dobbiamo abbandonare l’idea di affidarci solo ed esclusivamente al servizio sanitario pubblico che va benissimo per la “quotidianità”, per il pronto soccorso, per qualche rapida analisi, ma non può essere l’unico nostro salvagente in caso di problemi, perché è un salvagente ogni anno un pelo più sgonfio.

Vuoi arrivare a 65 / 70 anni e nuotare in pieno oceano da solo e con un salvagente sgonfio?

Certamente immagino che la risposta sia: “Assolutamente no”.

La regola numero 2 è: “Non importa quanti soldi hai”.

A meno che non sei milionario, (e nel caso in cui lo fossi ti ammiro) il denaro conta relativamente.

Ad esempio se tu avessi 80.000 € da parte e dovesse malauguratamente esserci un problema di salute grave che non ti permette ti avere entrate, economicamente parlando potresti sopravvivere per 2 o 3 anni in media.

Se fossero meno di 80.000€ è ovviamente solo peggio. Che cosa intendo?

Intendo dire che l’unica domanda da porsi è:

“Se da domani mattina non ho più lo stipendio, o l’attuale entrata, per quanto tempo riesco ad andare avanti?”

Ecco perché, milionari a parte, la risposta è solo “in mesi”, o al massimo qualche anno.

Ecco perché è necessario pensarci oggi.

Le decisioni che prendi quando le cose “vanno bene” determinano la tua sopravvivenza quando le cose vanno male.

Come fare quindi?

Veniamo alla regola n. 3: INTERVIENI.

Contatta immediatamente un consulente, un assicurazione, una qualsiasi persona che ti trovi una soluzione in cui con qualche centinaio di euro all’anno, risolvi per sempre il problema economico e quello dei posti letto.

Ma devo davvero spendere 100/300€ all’anno?

Non per forza. Dipende dalle tua priorità.

Prova a pensare solo in questo periodo di Corona Virus quanti soldi hai risparmiato. Probabilmente centinaia se non migliaia di euro. Servizi in cui prima spendevi e che ora ci hanno “costretto” a non utilizzare, erano davvero tutti servizi necessari?

Quindi tornando alla domanda: “devo davvero investire 100/300€ all’anno?”

La risposta è: dipende dalle tue priorità. Se la tua salute, la possibilità di curarti in tempi brevi è più importante dei “servizi” in cui recentemente ti sei reso conto di aver speso inutilmente, allora si.

Se invece sono più importanti altri servizi, allora puoi pure convivere con il pensiero di un problema futuro.

Se hai deciso di intervenire, possibilmente non scegliere un assicuratore generalista che fa solo gli interessi della compagnia per cui lavora e che ti vende il prodotto che ha in “magazzino”, non facendo neanche un’analisi per di capire la tua situazione.

Chiedi un’analisi oggettiva, fatta di numeri costruiti alla perfezione sulla tua situazione personale.

Paga solo dopo aver ottenuto un risultato, solo in seguito all’analisi e solo se ha portato realmente un miglioramento, proteggendo la famiglia.

Quindi, ricapitolando:

  1. Non affidarti solo al sistema sanitario nazionale
  2. Non importa quanti soldi hai
  3. Intervieni

Nel mio piccolo provo a garantire sicurezza agli Italiani che sentono di non avere più garanzie dallo stato.

Quindi, se anche tu pensi che ti manchino le tutele necessarie e vuoi avere al tuo fianco qualcuno che lavori per te e non per banche e compagnie assicurative, qui trovi ancora più informazioni su come proteggere al meglio la tua famiglia.

A presto.

Lady Jessica

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