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Impara a modellare i tuoi investimenti come argilla nelle mani di un’artista

Argilla

Ti sarà capitato almeno una volta di voler avere il super potere di gestire i tuoi soldi come fa un grande investitore nei mercati finanziari.

È un desiderio conscio o inconscio che abbiamo tutti, anche chi non è appassionato di finanza.

È successo a me 10 anni fa di iniziare a voler capire di più di questo mondo che all’esterno risulta quasi sempre oscuro e poco prevedibile.

Così ho iniziato studiando i primi libri di finanza e negli ultimi 10 anni ho girato il mondo imparando da grandi investitori come Tony Robbins. Anche se è conosciuto per i suoi corsi di “motivazione”, in realtà è un grandissimo investitore. Basti pensare che con il suo gruppo di aziende fattura più di 5 miliardi.

Lui ha creato un gruppo ristretto di persone, un club in cui da accesso ad informazioni veramente illuminanti finanziariamente parlando.

Tony è amico con Ray Dalio, un grandissimo investitore, è la 58a persona più ricca del mondo con un patrimonio personale di 18,7 miliardi di dollari. (Secondo Forbes, dato aggiornato a Gennaio 2020). Oltre a gestire oltre 160 miliardi dei suoi investitori.

Negli anni ho capito che in realtà è molto più semplice di quanto sembra, a patto che si rispettino delle semplici regole che vedremo più avanti.

Alla fine di questo articolo non potrai definirti un investitore professionista, ma avrai almeno le basi che il 93% degli Italiani non ha e che non ci insegnano a scuola. Anche e soprattutto se parti da zero.

Quasi tutti riusciamo prima o poi nella vita a mettere da parte un “gruzzoletto”. I problemi nascono nel momento in cui ci troviamo di fronte alla domanda: “dove metto questo gruzzoletto?”. 

Così iniziamo ad informarci tramite i genitori, amici o direttamente con la banca per farci dare suggerimenti.

Attenzione però perché ci vogliono tanti sacrifici per mettere da parte il tuo piccolo o grande capitale, ma ci vuole solo un attimo per bruciarlo con un investimento sbagliato.

Ecco perché la tendenza che abbiamo noi Italiani è quella di tenere i soldi fermi sul conto corrente.

Il dato davvero interessante è che da una ricerca fatta in occasione della Giornata del risparmio del 31.10.2019 è emerso che risparmiamo il doppio della media Europea. 

Nel 2019 i risparmi dei conti correnti privati, (quindi escludendo le aziende) ammontano a 1.504 miliardi.

Davanti a noi c’è solo il Belgio. Per avere un termine di paragone, paesi che si definiscono iper mega avanzati come Germania o Francia sono dietro di noi.

Perché così tanta ricchezza ferma sui conti correnti?

È doveroso fare una premessa per comprendere come si è arrivati a questo risultato.

Tutto nasce dal dopoguerra, periodo di fame, di sacrifici, anni in cui i nostri nonni e bisnonni (per i più giovani), avendo vissuto un periodo di carestia, senza mangiare per giorni, hanno dovuto imparare ad essere parsimoniosi, a non spendere tutto quello che guadagnavano, a riparare un oggetto rotto anziché comprarne uno nuovo.

Ecco perché ci hanno sempre insegnato: 

Metti da parte che non si sa mai!

Ed è una frase sacrosanta che ci sta permettendo di andare avanti in questo periodo di virus. Se non avessimo risparmi non riusciremmo a sopravvivere, economicamente parlando.

In ogni caso e in ogni periodo è giustissimo non buttar via soldi a destra e sinistra come tanti fanno non appena si ritrovano qualche migliaio di euro tra le mani.

Sono valori assolutamente positivi che ci hanno trasmesso.

Dopo il disastro delle guerre era tutto da ricostruire, quindi l’economia Italiana fatta di piccole medio imprese ha subito un boom ed in pochi anni i nostri nonni e genitori si sono ritrovati a vivere in una situazione di assoluto benessere economico. 

Erano anni in cui i BOT (Buoni Ordinari del tesoro), ovvero prestiti allo stato italiano a brevissimo termine (si parla di pochi mesi), rendevano anche oltre il 20%.

Anni in cui anche il conto corrente aveva interessi positivi.

In quel periodo non c’era tantissima scelta in termini di investimenti.

Basti pensare che fino al 1926 l’attività bancaria era come una normalissima attività commerciale, ovvero non aveva particolari regole.

Una banca era come una bancarella del mercato. Solo nel 1936 vengono introdotte le prime regole con la legge bancaria Italiana.

Negli anni 80 nascono gli intermediari finanziari, ovvero coloro che mettono in contatto chi “ha soldi” con chi “ha bisogno di soldi”.

In un’Italia tutta da ricostruire la faceva da padrone “il mattone”. 

Nel 1996 vengono regolamentati alcuni strumenti finanziari, ovvero azioni, obbligazioni etc…

Quindi negli anni sono cambiati gli strumenti, sono cambiate alcune leggi, ma non sono cambiati i testi scolastici che dovrebbero preparare i giovani ad una corretta pianificazione finanziaria.

Il nostro sistema scolastico però poggia le sue basi prima dell’introduzione di tutti questi strumenti. 

Quindi cos’è successo?

È successo che, tra rendimenti a doppia cifra dei BOT e le azioni degli anni 2000 in cui quasi tutti guadagnavano in tempi brevi, con questi grandi risultati ognuno di noi si è sentito finalmente un investitore.

Così abbiamo iniziato a spostare sempre più risparmio dal conto corrente a: fondi, obbligazioni, azioni proposti dalla banca stessa.

Perché?

Perché, cosa c’è di più sicuro di una banca che ha i miei soldi?

Ecco che nel 2000 con la bolla di internet la borsa perde circa il 30% in 2 settimane. 

Come se non bastasse iniziano a fallire anche le banche. Solo dal 2015 sono fallite 7 banche.

Quindi, quasi tutti coloro che avevano dato fiducia alla banca comprando azioni hanno perso l’intero capitale.

Così arriviamo ai nostri giorni in cui la situazione è:

  • non mi fido delle banche;
  • non mi nominare neanche l’assicuratore. 
  • tengo tutti i miei soldi sul mio conto corrente e fine.

Corretto da un certo punto di vista perché penso di aver “evitato di perdere soldi”.

E se ascoltiamo uno dei più grandi investitori, Warren Buffett (uomo da 78 Miliardi di dollari) ci dice sempre:

Devi “semplicemente” seguire 2 regole:

  1. Non perdere soldi.
  2. Non dimenticare mai la regola numero 1”.

Lasciando tutti i risparmi lontani da promotori, assicuratori etc, potresti pensare di aver messo al sicuro il patrimonio. Da un certo punto di vista hai ragione.

Purtroppo il risultato complessivo però non è comunque positivo, perché lasciando i soldi sul conto si perde molto di più di quanto si può immaginare.

Pensa che se avessi avuto nel 1980 1.000€ (ovviamente parlo dell’equivalente in lire) oggi potresti comprare “cose” per 250€.

Vuol dire aver perso il 75%.

In altri termini per un 40enne avere 10.000€ sul conto oggi, molto probabilmente vorrà dire averne 2.500€ tra 30/35 anni quando andrà in pensione. 

Quindi com’è possibile investire senza correre tutti questi rischi?

Ci sono 3 semplici domande da farsi per scegliere un investimento o uno strumento finanziario.

 

  1. Quanto denaro ho?

 

Sembra banale, ma l’80% delle persone inizia ad investire con il pensiero: “iniziamo con poco, poi vediamo come va e al massimo aggiungiamo”.

Nella logica non fa una piega. Sicuramente non conviene investire in nessuno strumento al mondo il 100% del proprio “patrimonio”.

Ma non è corretto neanche iniziare nessun investimento senza aver valutato qual è la situazione di partenza.

Proviamo a fare un esempio. 

Investo 10.000€ e se tra un anno sto perdendo il 10% che faccio? Mi fermo? E se perdo ancora? Vado avanti? Aggiungo denaro? Tolgo tutto?

Non esiste una risposta corretta. Esattamente quello che stai pensando.

Ecco perché tutto questo va stabilito prima di partire.

Come faccio a stabilire quando “prelevare” il mio investimento ancora prima di partire?

In questo ci vengono in aiuto le altre domande a cui dobbiamo rispondere.

 

2. Quanto tempo ho?

 

Ovvero, per quanto tempo tendenzialmente (salvo imprevisti) so che questa cifra non mi serve?

Quanto sono disposto ad aspettare per far fruttare l’investimento?

Poco (12 mesi)?

Un periodo di tempo medio (3/5 anni)?

Tanti anni (7/10 anni in su)?

Se il periodo è inferiore ai 12 mesi, allora lo strumento ideale è davvero il conto corrente, ma se già siamo oltre i 13 mesi ci sono strumenti con rischi bassissimi che mi rendono sicuramente più del conto.

In ogni caso, se ho una disponibilità almeno di 20.000€ posso già iniziare a dividerli per “orizzonte temporale”, detto in parole semplici in archi temporali diversi. 

Questo mi permette di avere già una traccia di quando dovrò “prelevare” quei soldi.

Manca però la domanda più importante:

 

3. Che rischio sono disposto a sopportare?

 

Dobbiamo sempre eliminare dai nostri investimenti quelli che definisco: “i soldi per fare la spesa” perché ci servono per forza sul conto corrente, con un po’ di margine.

Detto ciò, quanto posso vedere “scendere” il totale dei miei investimenti? 

Dello 0,1 – 0,5 – 1 – 4 – 10%? E qual è il mio obiettivo di rendimento?

Quando posso definirmi soddisfatto? Quando guadagno il 2,3,5% in un anno?

Ma devo per forza farmi tutte queste domande?

Sì. Se vuoi investire in modo consapevole, pianificando e avendo già un’idea del risultato, allora la risposta è: assolutamente sì.

È possibile prevedere i risultati degli investimenti?

Ovviamente no, e chiunque dica il contrario, sta mentendo per provare a venderti qualcosa.

Tuttavia possiamo basarci sulla storia e questa ci racconta che esistono delle “combinazioni” che ci possono far dormire sonni tranquilli.

Ad esempio ci sono soluzioni che grazie alla diversificazione, detto in termini semplici “a non mettere le uova nello stesso paniere”, permettono di non rischiare troppo e hanno uno storico di 36 anni positivi negli ultimi 40.

E nei 4 negativi hanno perso la media del 1,47%.

Ma 36 anni positivi ben sopra il 9%!

Una volta che hai le risposte a queste 3 macro domande, ovviamente non hai una laurea in economia, e non hai terminato il lavoro di analisi.

È certamente solo l’inizio, ma sei più avanti del 93% degli Italiani che non si è mai posto queste domande.

Se non rientri nei super esperti di finanza che si gestiscono da sè, ma vuoi comunque fare una corretta pianificazione per evitare di continuare a perdere soldi, puoi contattaci qui

A presto.

Lady Jessica

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